loader

Stampo tranciabave: cos’è, come funziona e come si progetta

LomopressPubblicato il 8 minuti di lettura

In questo articolo
  1. Cos’è uno stampo tranciabave
  2. Cosa rimuove lo stampo tranciabave
  3. Come è fatto: componenti principali
  4. Come funziona il ciclo di tranciatura
  5. Stampo tranciabave, sbavatura manuale e fresatura: il confronto
  6. Come si progetta uno stampo tranciabave
  7. Come lavoriamo in Lomopress
  8. Domande frequenti

In breveLo stampo tranciabave è l’attrezzatura che, dopo la pressofusione, separa il getto da canali di colata, pozzetti, sfiati e bave con un colpo di pressa. È fatto di una parte inferiore che sostiene il pezzo e di una superiore con lame e punzoni, e può forare o punzonare nello stesso passaggio, sostituendo la sbavatura manuale.

Cos’è uno stampo tranciabave

Uno stampo tranciabave, o stampo trancia bave, è un’attrezzatura montata su una pressa che rimuove dal getto pressofuso tutto il materiale che non fa parte del pezzo. Quando esce dallo stampo di pressofusione, infatti, il getto è ancora unito al sistema di alimentazione e presenta bave lungo il piano di chiusura e sui fori.

La tranciatura è l’insieme dei processi che rimuovono dai pressocolati canali di colata, sfiati dell’aria e bave. Lo stampo tranciabave automatizza questa operazione, che fatta a mano sarebbe più lenta e costosa, e riduce il rischio di interrompere il ciclo della pressocolata. È quindi un’attrezzatura complementare allo stampo di pressofusione: i due vanno pensati insieme.

Cosa rimuove lo stampo tranciabave

Lo stampo tranciabave rimuove in un solo colpo tutte le parti di alimentazione e sfogo del getto, oltre alle bave. La tabella riassume gli elementi più comuni.

ElementoChe cos’èCome si rimuove nello stampo
Canali di colata e attacchiIl percorso che porta la lega nella cavità; nel gergo di reparto la «materozza»Tranciati dalle lame della parte superiore
Pozzetti (overflow)Sacche collegate alla cavità in cui si raccoglie il metallo che supera le zone finali di riempimentoTranciati dalle lame lungo il profilo del pezzo
Sfiati dell’ariaAperture che lasciano uscire l’aria spostata dal metallo durante l’iniezioneTranciati insieme ai pozzetti
Bave sul piano di chiusuraVelo di metallo che filtra tra le due metà dello stampoRifilate lungo il contorno del getto
Bave e setti nei foriMetallo che chiude parzialmente i fori ottenuti con animeAperti con punzoni dedicati

Il materiale tranciato non è uno scarto perso: canali, pozzetti e bave vengono rifusi.

Come è fatto: componenti principali

Uno stampo tranciabave è formato da una parte inferiore fissa, che accoglie e sostiene il getto, e da una parte superiore mobile, che porta gli utensili di taglio. Sulle attrezzature più complesse si aggiungono movimenti ausiliari e sensori.

Parte inferiore: il nido

La parte inferiore contiene i nidi (in inglese nests) che bloccano e sostengono il getto durante la tranciatura, in modo che non si deformi sotto il colpo della pressa. La loro forma segue quella del pezzo e va definita con precisione, perché un appoggio sbagliato può distorcere il getto.

Parte superiore: lame e punzoni

La parte superiore porta le lame che separano attacchi e pozzetti e i punzoni che aprono i fori. Uno stampo trancia può essere molto semplice, ma diventa più complesso quando servono punzoni mobili.

Movimenti ausiliari e automazione

Per raggiungere zone non accessibili con il movimento verticale si usano gruppi radiali azionati idraulicamente e movimenti meccanici a bilanciere. Negli stampi automatici sensori e fine corsa controllano il ciclo, e l’attrezzatura viene fornita con impianto di soffiaggio, impianto elettrico ed eventuale impianto oleodinamico.

Come funziona il ciclo di tranciatura

Il ciclo di tranciatura parte appena il getto esce dalla pressa di pressofusione e, nelle isole automatizzate, avviene senza intervento manuale. I passaggi tipici sono questi:

  1. Estrazione del getto dallo stampo di pressofusione, ancora unito a canali, pozzetti e sfiati.
  2. Posizionamento nello stampo tranciabave: nelle celle automatiche è il robot a collocare la stampata sulla matrice.
  3. Colpo della pressa trancia: la pressa si aziona automaticamente; le lame separano il getto dal sistema di alimentazione e i punzoni aprono i fori.
  4. Operazioni combinate: dove previsto, foratura e punzonatura avvengono nello stesso passaggio.
  5. Evacuazione degli sfridi e pulizia: il soffiaggio libera lo stampo; canali e pozzetti vanno alla rifusione.
  6. Finitura: dove servono, seguono sbavatura di rifinitura, granigliatura o burattatura, poi lavorazioni meccaniche e controlli.

Stampo tranciabave, sbavatura manuale e fresatura: il confronto

Lo stampo tranciabave conviene quando i volumi giustificano un’attrezzatura dedicata e quando gli attacchi di colata sono robusti o si trovano vicino al centro del pezzo, dove la rimozione manuale rischia di danneggiarlo. Nelle produzioni ad alta varietà e bassi volumi, invece, la fresatura robotizzata degli attacchi può sostituire la pressa trancia.

CriterioStampo tranciabaveSbavatura manualeFresatura robotizzata o CNC
Quando si usaSerie medie e grandi, attacchi robusti o in posizione centraleAttacchi deboli, piccoli lotti, prototipiProduzioni ad alta varietà e bassi volumi; superfici funzionali dopo la tranciatura
Tempo per pezzoUn colpo di pressa per tutte le parti da rimuovereDipende dall’operatore e dalla geometriaDipende dal ciclo di lavorazione
RipetibilitàAlta, legata all’attrezzaturaVariabileAlta
InvestimentoAttrezzatura dedicata al pezzoNessuna attrezzatura specificaUn programma per pezzo invece di uno stampo per pezzo
Integrazione nell’isolaSì, con robot e pressa tranciaNoSì, in cella robotizzata o nel reparto lavorazioni

Il costo di uno stampo tranciabave dipende dalla complessità del pezzo, dal numero di punzoni e dai movimenti richiesti; per un’analisi più ampia dei costi di attrezzatura vedi l’articolo sul costo di uno stampo per pressofusione.

Come si progetta uno stampo tranciabave

Lo stampo tranciabave si progetta insieme al getto e allo stampo di pressofusione, perché la posizione di attacchi e pozzetti decide quanto sarà semplice tranciare. Conviene quindi coinvolgere il fonditore già nella progettazione del pezzo, per verificare che il getto possa essere tranciato senza complicazioni.

Le scelte che si fanno sul getto

  • Forma degli attacchi di colata: attacchi robusti o collocati vicino al centro del pezzo sono difficili da rimuovere a mano e rendono necessaria la trancia; forma e spessore si definiscono sul singolo progetto.
  • Posizione di pozzetti e sfiati: vanno collocati dove le lame possono lavorare senza toccare superfici funzionali o estetiche.
  • Fori e setti: decidere quali fori aprire con punzoni in trancia e quali in lavorazione meccanica.
  • Appoggi: prevedere zone del getto su cui il nido può appoggiare senza deformare il pezzo.

Le fasi di realizzazione

I costruttori di stampi tranciabave descrivono un percorso di questo tipo: rilievo del getto reale con laser o tastatore, progettazione tecnica, realizzazione delle parti taglienti con elettroerosione a filo, lavorazione dei componenti su centri CNC e collaudo finale. Il rilievo sul getto reale serve perché lo stampo deve adattarsi al pezzo come esce dalla pressofusione.

Come lavoriamo in Lomopress

In Lomopress progettiamo e realizziamo internamente stampi di pressofusione, stampi tranciabave e attrezzature di produzione: l’integrazione verticale di tooling e pressofusione ci dà velocità e flessibilità. Trovi il servizio completo nella pagina dedicata agli stampi per pressofusione e tranciabave.

  • Progettazione integrata: il nostro dipartimento di ricerca e sviluppo lavora con CATIA V5, PTC Creo Parametric, Solidworks e VisiCad, con simulazioni numeriche di riempimento e analisi FEM, a partire dal codesign con la committenza.
  • Metodo in 14 fasi: la fase 08 prevede la progettazione e realizzazione interna dei tool, la fase 09 la loro validazione dimensionale con reverse engineering, prima della campionatura.
  • Prototipi rappresentativi: con gli stampi pilota (soft tool) otteniamo pezzi pressofusi con le proprietà della serie; approfondisci nella pagina sugli stampi pilota per prototipi in alluminio.
  • Isole di pressofusione: 20 isole da 200 a 3.000 t, macchine interconnesse e controllo di processo in real time tramite MES.
  • Finiture e lavorazioni: sbavatura, granigliatura, sabbiatura, burattatura e lavaggio; 25 macchine CNC nei due plant di Villa Carcina e macchine di misura CMM.

Lo stampo tranciabave è un’attrezzatura spesso poco visibile ma decisiva per qualità, tempo ciclo e costo del pezzo, e dà il meglio quando nasce insieme allo stampo di pressofusione. Scopri come gestiamo l’intero progetto nella pagina fornitore di componenti in alluminio pressofuso oppure inviaci il disegno del tuo getto per una valutazione del tooling.

Domande frequenti

Che differenza c'è tra stampo di pressofusione e stampo tranciabave?

Lo stampo di pressofusione forma il getto: la lega fusa viene iniettata nella sua cavità e solidifica. Lo stampo tranciabave interviene dopo: riceve il getto già solidificato e ne separa canali di colata, pozzetti, sfiati e bave con un colpo di pressa. I due stampi si progettano insieme, perché la posizione degli attacchi condiziona la tranciatura.

Uno stampo tranciabave può anche forare il pezzo?

Sì. Oltre alle lame, lo stampo può avere punzoni che aprono i fori ottenuti con anime o eseguono foratura e punzonatura nello stesso passaggio della tranciatura. Così si riducono le operazioni successive; le quote più strette restano comunque affidate alla lavorazione meccanica.

Quando conviene uno stampo tranciabave rispetto alla sbavatura manuale?

Quando i volumi giustificano un’attrezzatura dedicata e quando gli attacchi di colata sono robusti o vicini al centro del pezzo, dove la rimozione manuale può danneggiarlo. Lo stampo garantisce ripetibilità e si integra nell’isola automatizzata; la sbavatura manuale resta adatta a piccoli lotti e prototipi.

Quanto costa uno stampo tranciabave?

Dipende dalla complessità del pezzo, dal numero di punzoni e dai movimenti ausiliari: uno stampo trancia può essere molto semplice oppure includere punzoni mobili, gruppi radiali e automazione. Per questo il costo si valuta sul disegno del singolo getto.

Siamo il tuo partner tecnico per la fornitura di particolari in alluminio pressofuso.

  1. Invia disegno 2D e modello 3D
  2. Indica volumi annui, lega e finiture
  3. Ti ricontattiamo a breve

Oppure scrivi a lomopress@lomopress.it