loader

Pressofusione sottovuoto dell’alluminio: getti densi, a tenuta e trattabili

La pressofusione sottovuoto è una pressofusione ad alta pressione in cui un impianto a vuoto aspira aria e gas dalla cavità dello stampo prima e durante l’iniezione. Il getto in alluminio che ne esce ha meno porosità da gas, una struttura più densa ed è adatto a impieghi in cui servono tenuta, trattamenti termici o saldatura. In Lomopress possiamo eseguirla su tutte le 20 isole di pressofusione, da 200 a 3.000 t, con impianti Fondarex. Hai un componente critico? Richiedi un preventivo e inviaci il disegno.

Isole con sottovuoto
20 su 20
Impianto
Fondarex
Controllo radiografico
RX 2D e 3D
Norma di riferimento
VDG P201

Cosa tiene sotto controllo il getto

Il sottovuoto lavora insieme al controllo di processo e ai controlli radiografici.

  • Sottovuoto Fondarex

    Disponibile su ognuna delle 20 isole di pressofusione.

  • Parametri di iniezione

    Rilevamento automatico su tutte le presse.

  • Controllo in real time

    Controlli di processo integrati con il MES.

  • RX 2D e tomografia 3D

    Controlli radiografici in conformità alla norma VDG P201.

Pressofusione sottovuoto dell’alluminio su tutte le nostre isole

Il sottovuoto non è un reparto separato, ma una possibilità disponibile su ogni macchina: possiamo quindi decidere di usarlo in base alle esigenze del componente, non in base alla pressa libera.

  • 20 isole di pressofusione nei plant di Monticelli Brusati e Gussago, con forza di chiusura da 200 a 3.000 t.
  • Impianto per il vuoto Fondarex utilizzabile su ogni macchina.
  • Rilevamento automatico dei parametri di iniezione su tutte le presse e controlli di processo in tempo reale tramite MES (Manufacturing Execution System).
  • Radioscopia RX 2D e tomografia RX 3D con valutazione della porosità secondo la specifica VDG P201.
  • Test di tenuta a caduta di pressione, 25 macchine CNC e assemblaggio interno.
  • 50.000 componenti forniti al giorno, con certificazione IATF 16949.

Come funziona la pressofusione sottovuoto (vacuum die casting)

Nel vacuum die casting la cavità dello stampo viene evacuata mentre il pistone spinge il metallo, così la lega riempie una forma in cui la pressione residua del gas è molto più bassa rispetto alla pressofusione tradizionale.

Le fasi del ciclo

  1. Lo stampo si chiude e la valvola del vuoto è pronta.
  2. Il pistone avanza nel contenitore e supera il foro di colata: da quel momento parte l’aspirazione forzata.
  3. Mentre il metallo raggiunge l’attacco di colata, nella cavità si crea il vuoto.
  4. Il pistone accelera e riempie lo stampo mantenendo la depressione.
  5. La valvola si chiude prima che il metallo possa entrare nel circuito del vuoto; lo stampo si apre e il ciclo riparte.

Valvole, canali e controllo del vuoto

L’efficacia del sottovuoto dipende da come l’aria esce dallo stampo. I sistemi più semplici usano blocchi di raffreddamento (chill vent), economici ma con capacità di aspirazione limitata; le valvole meccaniche comandate hanno capacità maggiore. Per questo la progettazione dei canali del vuoto va fatta insieme allo stampo.

Cosa cambia rispetto alla pressofusione tradizionale

Nella pressofusione tradizionale l’aria esce solo da sfiati e pozzetti, mentre il metallo riempie la cavità molto rapidamente: una parte resta intrappolata nel getto. Il sottovuoto toglie l’aria prima che il metallo arrivi. Non interviene invece sulla porosità da ritiro, che si governa con la geometria del pezzo e la gestione termica dello stampo. Ne parliamo nell’articolo sulla porosità nella pressofusione.

Vantaggi: getti più densi, a tenuta, trattabili e saldabili

Il vantaggio principale è la riduzione della porosità da gas, da cui derivano gli altri benefici indicati da Fondarex, costruttore degli impianti per il vuoto:

  • Meno porosità, più densità: meno aria intrappolata e superfici di qualità migliore.
  • Trattamenti termici: i getti possono essere trattati termicamente (per esempio T5 e T6) con un rischio minore di bolle superficiali (blistering) causate dai gas.
  • Saldabilità: con meno gas intrappolato il getto diventa saldabile.
  • Tenuta: superfici non porose e struttura più densa rendono il getto più adatto a requisiti di tenuta.
  • Geometrie complesse e pareti sottili: il riempimento è più regolare anche su pezzi grandi e articolati.
  • Processo: pressione di iniezione più bassa e vita dello stampo più lunga.

Capacità tecniche per la pressofusione sottovuoto

La tabella riassume le risorse che mettiamo a disposizione di un progetto in pressofusione sottovuoto.

VoceCapacità Lomopress
Isole di pressofusione20, nei plant di Monticelli Brusati e Gussago (BS)
Forza di chiusuraDa 200 a 3.000 t
Impianto per il vuotoFondarex, utilizzabile su ogni macchina
Monitoraggio di processoRilevamento automatico dei parametri di iniezione, MES in tempo reale, intelligenza artificiale applicata ai controlli
LegheEN AC 44300, 43400, 44100, 46200, 46000, 46100, 47100, 43500, Magsimal 59, Silafont 36, TL117, TL119
Controllo della porositàRadioscopia RX 2D, tomografia RX 3D (VDG P201), densimetro, microscopio ottico metallurgico
Prove di tenutaTest di tenuta a caduta di pressione
Lavorazioni e finiture25 macchine CNC, CMM, sbavatura, granigliatura, sabbiatura, anodizzazione, cataforesi, verniciatura
Peso e dimensioni dei getti[DA CONFERMARE: minimo e massimo]

Componenti e settori in cui serve il sottovuoto

Il sottovuoto conviene dove il getto deve resistere a carichi, contenere fluidi o subire trattamenti dopo la fusione. Fondarex indica come applicazioni tipiche le parti strutturali automotive, le parti di sicurezza, i pezzi trattati termicamente e quelli a parete sottile. Tra i settori che serviamo, questi requisiti ricorrono in:

[DA CONFERMARE: quali famiglie di componenti Lomopress sono prodotte oggi in sottovuoto.]

Qualità e certificazioni

Un getto sottovuoto vale quanto il controllo che ne certifica la porosità. Usiamo radioscopia RX 2D e tomografia RX 3D (nel reparto di metrologia di Monticelli Brusati), con valutazione in conformità alla VDG P201: la tomografia ricostruisce il volume del pezzo e permette di esaminarne la porosità senza tagliarlo. A questo si aggiungono densimetro, microscopio metallurgico, liquidi penetranti e prove di tenuta. Lomopress è certificata IATF 16949, ISO 9001, ISO 14001, ISO 50001 e ISO 45001. Tutti i dettagli sono nella pagina qualità e leghe.

Come richiedere un preventivo per la pressofusione sottovuoto

  1. Inviaci il modello 3D e il disegno 2D con tolleranze e zone critiche.
  2. Indica i volumi annui previsti e la durata del progetto.
  3. Specifica la lega o le prestazioni richieste (resistenza, allungamento, conducibilità).
  4. Segnala i requisiti che rendono necessario il sottovuoto: tenuta, trattamento termico, saldatura, classe di porosità ammessa.
  5. Elenca le lavorazioni, le finiture e gli eventuali assemblaggi richiesti.

Puoi allegare i file direttamente dalla pagina contatti: il nostro ufficio tecnico valuta la fattibilità e ti propone la soluzione di processo.

Se il tuo progetto richiede getti in alluminio densi, a tenuta o trattabili, parliamone fin dalla fase di co-design. Scopri come lavoriamo come fornitore di componenti in alluminio pressofuso, dal servizio di pressofusione alle leghe di alluminio per pressofusione, oppure contattaci.

Domande frequenti sulla pressofusione sottovuoto

Qual è la differenza tra pressofusione sottovuoto e pressofusione tradizionale?

Nella pressofusione tradizionale l’aria della cavità esce solo da sfiati e pozzetti e una parte resta intrappolata nel getto. Nella pressofusione sottovuoto un impianto a vuoto con le sue valvole aspira l’aria durante l’iniezione, portando la pressione residua a valori molto più bassi.

Un getto pressofuso sottovuoto si può trattare termicamente e saldare?

Sì, è uno dei motivi principali per scegliere il sottovuoto. Secondo Fondarex, con meno gas intrappolato il getto può essere sottoposto a trattamenti termici come T5 o T6 con un rischio minore di bolle superficiali, e può essere saldato. La fattibilità dipende da lega, geometria e specifica del componente.

Il sottovuoto elimina tutta la porosità?

No. Il sottovuoto riduce la porosità da gas, cioè l’aria intrappolata durante il riempimento. La porosità da ritiro, dovuta alla contrazione del metallo che solidifica nelle sezioni spesse, si previene con la geometria del pezzo e la gestione termica dello stampo.

Quando conviene la pressofusione sottovuoto?

Conviene quando il componente deve essere a tenuta, trattato termicamente, saldato o quando sopporta carichi strutturali o di sicurezza. In Lomopress la valutazione rientra nell’analisi preventiva di fattibilità, supportata dalle simulazioni numeriche di riempimento.

Certificazioni

  • IATF 16949
  • ISO 9001
  • ISO 14001
  • ISO 50001
  • ISO 45001
  • RSCI

Certificati scaricabili nella pagina certificazioni.

Siamo il tuo partner tecnico per la fornitura di particolari in alluminio pressofuso.

  1. Invia disegno 2D e modello 3D
  2. Indica volumi annui, lega e finiture
  3. Ti ricontattiamo a breve

Oppure scrivi a lomopress@lomopress.it